Storia di una madre coraggio

Una storia di coraggio

Vi riporto nella mia Carbonia perché voglio raccontarvi una storia. Quando mi è venuto in mente di farlo, ho pensato di creare uno spazio apposito nel Blog.

Una sezione dove raccogliere interviste a delle persone che mi avevano colpito , soprattutto nella mia città.

Un appuntamento magari fisso, per far conoscere storie nuove, vita vera.

Ma poi ho pensato che io non sono una giornalista, io non so fare un’intervista. So raccontare. So descrivere con le parole ciò che vedo attraverso i miei occhi, ciò che vivo attraverso le mie emozioni, le mie sensazioni.

E allora cara Sonia, non ti faccio quella famosa intervista, che magari potrebbe sembrare costruita, falsata.

Ma ti racconto per come ti ho conosciuta io, per come ti vedo io, per come mi fai emozionare.

Sonia una bambina travestita da donna

Ho conosciuto Sonia nel 2002, lei viveva in una casa famiglia, a causa di problemi familiari, io lavoravo nel ristorante di famiglia. Ero già sposata e mamma di Rebecca.

Il ristorante appunto ci fece incontrare. Sonia aveva bisogno di lavorare, voleva essere indipendente e cominciare a decidere da sola per se stessa, e mia madre ha sempre avuto il cruccio di voler aiutare le persone, dare loro una possibilità.

Io e Sonia però non ci siamo prese subito, anzi diciamo pure che ci siamo odiate a prima vista! Lei troppo ragazzina e troppo scottata per fidarsi di nuovo di qualcuno, io troppo giovane per riuscire a rapportarmi con un adolescente in piena crisi esistenziale.

Una cosa però mi aveva colpito di Lei. I suoi occhi da bambina in quel viso da giovane donna.

Sonia poteva apparire grande, matura, una bella ragazza bionda, col sorriso sempre stampato in faccia anche quando era arrabbiata. Ma quegli occhi, così colmi di bisogno d’amore e così pieni di amore da donare. Li ha ancora così. Lei non se ne accorge, ma li ha ancora così.

Sonia

Le nostre strade si dividono

Purtroppo a causa di vari problemi il ristorante è stato chiuso, e le nostre strade si sono divise. Per anni nonostante capitasse di incontrarci, raramente ci scambiavamo un saluto.

La mia storia oramai la conoscete a memoria, e non è il caso che io vi tedi nuovamente raccontandovela.

Di ciò che invece è successo a Sonia in quegli anni non so molto. Se non che è riuscita a fidanzarsi con il suo grande amore e a diventare madre del suo primo figlio: Davide.

Davide

Davide un bimbo meraviglioso

Davide è nato il 15 giugno del 2005. Un bel bambino, con un sorriso meraviglioso.

Sonia è una madre stupenda. A differenza di molte donne che ho conosciuto, che hanno avuto un’infanzia difficile e non sono mai riuscite ad amare qualcuno, Sonia è nata per amare.

Si prende cura del suo bambino, lo ama, come solo una madre sa fare.

Ma quando Davide ha 9 mesi succede qualcosa di inaspettato. Un evento tragico che mette a dura prova la serenità della famiglia appena creata.

Il piccolo sta male. Vomita abbondantemente, ha una febbre altissima. Viene trasportato d’urgenza all’ospedale. Ha del liquido nella testolina, gli viene somministrata una cura a base di cortisone. Il liquido si riassorbe. Davide si riprende e torna a casa.

Una malattia terribile cambierà per sempre la vita di Sonia

Davide cresce come ogni bambino, inizia a gattonare, e poi ad un anno cammina da solo.

Le prime parole, i sorrisi, mangia da solo, inizia ad assaggiare nuove pietanza. Tutto procede normalmente.

Ma il dramma si ripete. Una sera Davide comincia nuovamente a vomitare, sale la febbre. Davide entra in coma. Ci rimarrà per 2 settimane. Passerà 6 mesi in ospedale. La diagnosi è spiazzante, disarmante: ENCEFALOPATIA CON TETRAPARESI SPASTICA.

Questa malattia si manifesta con la paralisi completa o parziale, nel caso di Davide totale, della muscolatura volontaria e di tutti e quattro gli arti.

Davide dipende completamente in tutto e per tutto dagli altri.

Sonia e Davide

Sonia una forza indescrivibile

Dopo una prima fase di sconforto, di disorientamento Sonia riprende padronanza di se stessa. Si tira su le maniche e decide di reagire.

Si ribella al ricovero permanente di Davide in una struttura per disabili e decide di riportare suo figlio a casa.

Sonia non si sente vittima, non si lamenta per sé. A lei non pesa dover assistere Davide. Lei vuole solo il bene di suo figlio.

Ciò che mi colpisce sempre quando parlo con lei è di come la sua speranza che il figlio possa un giorno guarire, sia sempre viva. Lei ci crede davvero. E io ormai ci credo con lei.

Sonia e Davide

La ricerca di una vita normale: la scelta di avere un altro figlio

Sonia non ci sta ad arrendersi al destino. Lei vuole inseguire il suo sogno. Creare la Sua Famiglia. Avere la sua casa, i suoi figli, suo marito.

Contro tutti i pareri medici, che le prospettavano un secondo figlio malato, Sonia mette al mondo Giada il 29 novembre 2012.

Giada è una bellissima bambina, vispa e furbetta e completamente sana.

Sonia e la sua Splendida Famiglia

Il coronamento di un sogno: Il Matrimonio

Il 15 giugno 2013 dopo 10 anni di fidanzamento con l’amore della sua vita, Francesco, Sonia convola a Nozze, e nello stesso giorno battezza la sua Giada e festeggia il compleanno di Davide.

Un matrimonio emozionante, commovente, pieno d’amore.

Sonia in un certo senso ha realizzato il suo sogno.

Ha la sua casa, un marito devoto che la ama tantissimo e 2 figli meravigliosi.

Sonia suo Marito Francesco

Sonia un Donna che non si arrende

Io e Sonia ci siamo rincontrate.

Davide e Eros sono stati per 2 anni nella stessa classe all’asilo. Giada è nella classe di mia nipote.

Oggi io e Sonia siamo amiche. Tanto amiche. Siamo cresciute tanto. E abbiamo imparato a volerci bene.

Sonia mi ha insegnato tanto, tantissimo.

Mi ha insegnato che non bisogna arrendersi mai, che si deve sorridere nonostante dentro hai un dolore che ti fa mancare l’aria; che non puoi incolpare mai nessuno delle tragedie che ti capitano, ma devi trovare un modo per affrontarle.

Mi ha insegnato a combattere sempre. A prendere la vita di petto, a non inchinarti mai davanti a lei, a non abbassare mai la guardia.

La forza dell’Amore

Sonia mi ha abituata a ricevere la buonanotte da Davide tramite wapp. Si perché Davide è completamente paralizzato. Ma il suo cuore batte, il suo cervello pensa, i suoi occhi vedono, la sua anima capisce. E Davide ha imparato a sorridere alla vita come vede fare a sua madre, Davide ha capito che qualcosa non va, che non è come gli altri bambini. Ma ha anche capito che è circondato da un amore immenso e smisurato. Da una madre che nonostante le difficoltà e i pochissimi aiuti, si prende cura di lui totalmente, col viso truccato, col sorriso materno, come una madre normale di un figlio normale. Perché è così che Sonia mi ha insegnato a guardare Davide: come un bimbo normale in un corpo capriccioso, dispettoso, che nulla può però verso l’amore di una madre come Sonia per il suo Davide.

Sonia

 

Questo post è un mio grazie a Sonia, per avermi insegnato che la vita è un dono meraviglioso, e per quanto a volte ci metta di fronte a situazioni assurde e terribili, vale comunque sempre la pena viverla con un bel sorriso stampato in faccia.

 

 

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